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Borgomanero

Secondo le leggende locali, Borgomanero (21.000 abitanti circa) nasce in seguito ai viaggi di un gruppo di popolani, denominati i Trözz’Orchi, i Tredici Orchi. Dopo un pellegrinaggio all’Isola di San Giulio, i Tredici cercano un luogo dove riposarsi. Il posto viene individuato sulle rive del vicino fiume Agogna, e da lì nascerà il primo nucleo dell’abitato. Ai Tredici la tradizione attribuisce l’invenzione del Tapulone, il piatto tipico locale. I viandanti lo avrebbero creato con i pochi cibi a disposizione: la carne della loro asina, il vino trasportato, i poveri condimenti a disposizione. Più realistica, la storia spiega come la città sia nata come Borgo San Leonardo, gruppo di case intorno alla chiesa con lo stesso nome. Tale abitato è citato nella Carta di Romagnano (1198) che spiega come il borgo godesse dei diritti di borgo franco, esentato cioè dagli obblighi di servitù e dalla sottomissione ai funzionari locali, e perciò dotato di autonomia ed influenza. La nascita vera e propria di Borgomanero risale però al 1194, grazie all’azione di Giacomo Mainerio. E proprio il podestà Mainerio ha smantellare Borgo San Leonardo, usando i materiali recuperati per creare una nuova città. Il nuovo centro prende il nome del creatore, modellato secondo i principi architettonici delle città romane. Tra storia e leggenda, l’episodio della peste. Esso affonda le radici in una vicenda realmente accaduta: la peste di metà Seicento, che devasta l’intera Europa. Borgomanero riesce però a rimanere immune: intuendo la natura del contagio, le autorità cittadine espellono gli appestati e chiudono le mura, impedendo l’ingresso a potenziali malati. Su questo nucleo di fatti nascono voci e dicerie, che parlano degli spiriti inquieti degli appestati, che di notte tornano alla città chiedendo di essere riammessi.Chi vuole visitare Borgomanero deve andarci nel mese di settembre. E’ infatti in quel periodo che si svolge il Palio degli Asini, una delle tanti manifestazioni e feste inserite nella cosiddetta Festa dell’Uva. La manifestazione, attiva dal 1936, segue un preciso rituale. Tutto inizia con l’arrivo alla stazione della Sciura Togna e della Serva Carluna, maschere femminili ma impersonate da figuranti uomini. Poi, al culmine della festa, la sfilata dei carri allegorici, frutto dell’ingegno cittadino e decarati con coreografie buffonesche e carnevalesche.

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