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Requisiti morali e professionali per diventare amministratore di condominio

La figura dell’amministratore di condominio Torino è sempre stata molto discussa perché spesso vi è la remora ad affidare tale incarico a terzi soggetti, estranei al condominio stesso, ma oggi la figura del condomino amministratore è sempre più residuale visti i limiti previsti per legge. In particolare è po ssibile nominare amministratore di condominio tra inquilini/proprietari che non abbia i requisiti per svolgere professionalmente tale attività solo nel caso in cui siano presenti meno di 8 condomini, in caso contrario vige l’obbligo di dare l’incarico ad un professionista. L’incarico può essere conferito a persone fisiche società, in quest’ultimo caso i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori della società e da tutti coloro che materialmente per la società svolgono la professione, ovvero i dipendenti.

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La disciplina a cui sono sottoposti gli amministratori di condominio Torino sono stabiliti nella legge 220 del dicembre 2012 e dalla legge 4 del 2013. In base a tale normativa non è necessario essere iscritti in un apposito albo per poter svolgere tale professione, ma è necessario avere determinate caratteristiche. I requisiti possono essere divisi in due parti: requisiti morali e requisiti professionali. Ecco i requisiti necessari.

I requisiti di un amministratore di condominio sono in primo luogo morali: siccome l’amministratore ha il maneggio del denaro corrisposto dai diversi condomini e deve aprire per il condominio un conto con il quale può operare, pagare fornitori, compensi per lavori di manutenzione, ordinaria e straordinaria, la legge ha assimilato questa figura a quella di coloro che hanno maneggio di denaro pubblico, ovvero funzionari pubblici. Di conseguenza per poter accedere a tale professione è necessario avere il godimento dei diritti civili. Non possono svolgere tale attività coloro che sono stati condannati per delitti contro la Pubblica Amministrazione, l’amministrazoione della giustizia, fede pubblica, patrimonio e per ogni altro delitto non colposo per il quale sia comminata una pena alla reclusione non inferiore nel minimo a due anni e nel massimo a cinque anni. Non possono accedere alla professioni int erdetti ed inabilitati, coloro che siano iscritti nel registro dei protesti cambiari e che sono sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive.

Oltre ai requisiti morali, per poter esercitare la professione di amministratore di condominio Torino è necessario avere i requisiti professionali. In particolare essere in possesso di un diploma di scuola superiore di secondo grado. Solo avendo questo titolo è possibile accedere a corsi di formazione. Il corso di formazione per diventare amministratore di condominio Torino ha una durata minima di 72 ore e prevede il superamento di un esame finale. Dopo aver conseguito tale titolo è comunque necessario seguire periodicamente corsi di aggiornamento. I requisiti visti devono essere in possesso dell’amministratore già al momento dell’accettazione dell’incarico.

La normativa del 2012, entrata in vigore il 18 giugno del 2013, prevede comunque la possibilità per coloro che negli ultimi tre anni, antecedenti l’entrata in vigore, avevano svolto per almeno 12 mesi l’attività di amministratore di condominio, di continuare ad esercitare la professione anche senza i requisiti professionali visti. Si tratta di una sorta di riconoscimento delle capacità acquisite sul campo. Deve essere sottolineato che quando il condominio decide di nominare un amministratore al proprio interno, lo stesso pur non dovendo avere i requisiti professionali, deve avere i requisiti morali visti in precedenza perché comunque il maneggio di denaro e le responsabilità sono le stesse rispetto all’amministratore professionale. La perdita dei requisiti morali fa sorgere il diritto dei condomini, anche uno solo, di convocare l’assemblea al fine di revocare l’incarico conferito.

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